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27-01-2022_farti_AMARE_post

Aspettando la Festa di Don Bosco – studia di farti AMARE, piuttosto che farti TEMERE

Don Bosco Forever

La Festa di San Giovanni Bosco è alle porte. Ogni anno il 31 Gennaio in tutte le case Salesiane e non solo, si festeggia con Allegria  e Gioia il Santo dei Giovani. 

Come ogni Anno il Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana, oggi Don Ángel Fernández Artime, SDB, regala a tutta la famiglia Salesiana una lettera che segna il percorso che tutti noi dovremo avere per il prossimo Anno. 

Quest’anno, per questo particolare 2022, il Rettor Maggiore ci invita a riflettere e conoscere meglio un Santo tanto caro alla Famiglia Salesiana tanto da dargli addirittura il nome: San Francesco di Sales. 

Don Bosco e San Francesco di Sales sono uniti da tantissimi particolari che, se pur distanti nel tempo, ne fanno due uomini di fede unica. 

Il tema scelto per questa Strenna di famiglia, fedele come sempre all’eredità e alla tradizione lasciataci da don Bosco, viene dalla penna dello stesso Francesco di Sales, che scriveva alla figlia spirituale santa Giovanna Francesca de Chantal:

«Ma se siete molto affezionata alle preghiere che avete indicato sopra, non cambiate, vi prego, e se vi sembra di rinunciare a qualcosa che vi propongo, non fatevi scrupoli, perché la regola della nostra obbedienza, che vi scrivo a grandi lettere, è:

FARE TUTTO PER AMORE, NIENTE PER FORZA; È MEGLIO AMARE L’OBBEDIENZA CHE TEMERE LA DISOBBEDIENZA »

Ciò che distingue la Famiglia salesiana, nelle multiformi e differenti società e culture di oggi, è il Sistema Preventivo di don Bosco, che possiede la capacità di essere applicato, conosciuto e accettato nei contesti più diversi.

Tra i fondamenti del Sistema Preventivo e il pensiero di San Francesco di Sales il Rettor Maggiore nella sua Strenna trova tanti punti di comunione che  seguiremo in questi giorni di preparazione alla Festa del Santo dei giovani.:

  1. Niente con la forza. La libertà è un dono di Dio: à per questo il nostro sistema educativo “non fa appello alle costrizioni”.
  2. La presenza di Dio nel cuore dell’uomo: à per questo riconosciamo il “desiderio di Dio, che ogni uomo porta nel profondo di se stesso”.
  3. La vita in Dio: à che “associa in un’unica esperienza di vita educatori e giovani”.
  4. La dolcezza e l’amabilità nel tratto: à che ci portano a vivere con i nostri giovani “in un clima di famiglia, di fiducia e di dialogo”.
  5. Un amore incondizionato e senza riserve: à che rende possibile nella nostra famiglia che “imitando la pazienza di Dio, incontriamo i giovani al punto in cui si trova la loro libertà”.
  6. Con la necessità di una guida spirituale: à e quindi “li accompagniamo perché maturino solide convinzioni”.
  7. Fino a vivere “tutto per amore”: à affinché “siano progressivamente responsabili nel delicato processo di crescita della loro umanità nella fede”

 

Studia come farti AMARE

Scrive il Rettor Maggiore:

La presenza di Dio nel cuore dell’uomo:

Riconosciamo il “desiderio di Dio, che ogni uomo porta nel profondo di se stesso”.

Dire “Niente per forza” non è solo una strategia o un metodo ma, soprattutto, esprime la profonda convinzione di fede e la fiducia nell’essere umano – l’umanesimo cristiano – che san Francesco di Sales ha vissuto, in certo modo controcorrente, e che don Bosco ha saputo sviluppare magnificamente con il suo ottimismo e la sua piena fiducia nei giovani, nei suoi ragazzi: l’essere umano, il giovane, ogni persona, tutti noi, portiamo iscritto nel nostro essere il bisogno di Dio, il desiderio di Dio, «la nostalgia di Dio».

Il desiderio naturale di vedere Dio si trasforma nei nostri santi nella convinzione che Dio c’è e si rende presente ad ogni persona in quei momenti della vita che solo Dio sceglie e nel modo che solo Dio conosce.

Questi principi teologici, così vicini al nostro sentire, si esprimono concretamente nell’atteggiamento spirituale, profondamente salesiano, di collaborazione con l’azione di Dio nel servire l’uomo in uno spirito di libertà.

È un atteggiamento che già in san Francesco di Sales prende la forma dell’ottimismo, della positività, della fiducia nella natura umana e, di conseguenza, nel valore dell’amicizia e nella ricerca della felicità.

Dall’immagine positiva di Dio che ci viene offerta dalla sua amicizia, è facile comprendere un elemento che illumina la spiritualità salesiana vissuta e proposta da don Bosco:

«Studia di farti amare piuttosto che farti temere».

Il nostro Padre don Bosco, seguendo Francesco di Sales, vuole che Dio sia amato piuttosto che temuto.

Il “timore di Dio”, inteso come atteggiamento che deve accompagnare un cammino di santità, non è la paura e il timore di un terribile castigo, ma un timore strettamente unito alla fiducia nella bontà di Dio.

Lungi dal seminare pessimismo, negatività o paura, la certezza della presenza di Dio, il desiderio di incontrarlo, di coltivare l’amicizia verso Dio e di vederla ricambiata, sono la base della spiritualità salesiana.

Al contrario di coloro che consideravano Dio come un guardiano che punisce le infrazioni alla legge, o come un Dio lontano e indifferente, Francesco di Sales lo sperimentò come un «Dio preoccupato dell’uomo e della sua felicità, rispettoso della sua libertà, e impegnato a guidarlo con fermezza e dolcezza»