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28-01-2022_ascoltare_post

Aspettando la Festa di Don Bosco – la prima cosa è ascoltare

Don Bosco Forever

La Festa di San Giovanni Bosco è alle porte. Ogni anno il 31 Gennaio in tutte le case Salesiane e non solo, si festeggia con Allegria  e Gioia il Santo dei Giovani. 

Come ogni Anno il Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana, oggi Don Ángel Fernández Artime, SDB, regala a tutta la famiglia Salesiana una lettera che segna il percorso che tutti noi dovremo avere per il prossimo Anno. 

Quest’anno, per questo particolare 2022, il Rettor Maggiore ci invita a riflettere e conoscere meglio un Santo tanto caro alla Famiglia Salesiana tanto da dargli addirittura il nome: San Francesco di Sales. 

Don Bosco e San Francesco di Sales sono uniti da tantissimi particolari che, se pur distanti nel tempo, ne fanno due uomini di fede unica. 

Il tema scelto per questa Strenna di famiglia, fedele come sempre all’eredità e alla tradizione lasciataci da don Bosco, viene dalla penna dello stesso Francesco di Sales, che scriveva alla figlia spirituale santa Giovanna Francesca de Chantal:

«Ma se siete molto affezionata alle preghiere che avete indicato sopra, non cambiate, vi prego, e se vi sembra di rinunciare a qualcosa che vi propongo, non fatevi scrupoli, perché la regola della nostra obbedienza, che vi scrivo a grandi lettere, è:

FARE TUTTO PER AMORE, NIENTE PER FORZA; È MEGLIO AMARE L’OBBEDIENZA CHE TEMERE LA DISOBBEDIENZA »

Ciò che distingue la Famiglia salesiana, nelle multiformi e differenti società e culture di oggi, è il Sistema Preventivo di don Bosco, che possiede la capacità di essere applicato, conosciuto e accettato nei contesti più diversi.

Tra i fondamenti del Sistema Preventivo e il pensiero di San Francesco di Sales il Rettor Maggiore nella sua Strenna trova tanti punti di comunione che  seguiremo in questi giorni di preparazione alla Festa del Santo dei giovani.:

  1. Niente con la forza. La libertà è un dono di Dio: à per questo il nostro sistema educativo “non fa appello alle costrizioni”.
  2. La presenza di Dio nel cuore dell’uomo: à per questo riconosciamo il “desiderio di Dio, che ogni uomo porta nel profondo di se stesso”.
  3. La vita in Dio: à che “associa in un’unica esperienza di vita educatori e giovani”.
  4. La dolcezza e l’amabilità nel tratto: à che ci portano a vivere con i nostri giovani “in un clima di famiglia, di fiducia e di dialogo”.
  5. Un amore incondizionato e senza riserve: à che rende possibile nella nostra famiglia che “imitando la pazienza di Dio, incontriamo i giovani al punto in cui si trova la loro libertà”.
  6. Con la necessità di una guida spirituale: à e quindi “li accompagniamo perché maturino solide convinzioni”.
  7. Fino a vivere “tutto per amore”: à affinché “siano progressivamente responsabili nel delicato processo di crescita della loro umanità nella fede”

 

la prima cosa è ASCOLTARE

Scrive il Rettor Maggiore:

La vita in Dio:

che “associa in un’unica esperienza di vita educatori e giovani”.

Francesco di Sales ha saputo presentare la vita spirituale come una realtà alla portata di tutti. Il termine per eccellenza da lui utilizzato per riferirsi alla vita cristiana in Dio è “devozione”, intesa come espressione dell’amore per Dio, con la caratteristica di non essere né esclusivo né chiuso.

Francesco di Sales non trova alcuna opposizione nel voler essere completamente di Dio vivendo pienamente il proprio essere nel mondo. Questa è probabilmente la sua proposta più originale e “rivoluzionaria”.

Come don Bosco, anche noi oggi dobbiamo essere aperti e pronti a svolgere l’importante compito di accompagnare i giovani nella loro ricerca della vocazione e della santità, oltre a viverlo noi stessi.

Questo è ciò che forse ci stanno chiedendo con maggiore urgenza e manifestano come loro bisogno. Sentiamo ancora l’eco recente dell’appello rivolto alla Chiesa durante il Sinodo sui giovani, i quali chiedono, tra le altre cose, di essere accompagnati nel discernimento della loro vocazione. L’esortazione apostolica di Papa Francesco Christus Vivit, volendo rispondere ai giovani, rappresenta una sfida anche per noi Famiglia salesiana:

«Ci sono sacerdoti, religiosi, religiose, laici, professionisti e anche giovani qualificati che possono accompagnare i giovani nel loro discernimento vocazionale. Quando ci capita di aiutare un altro a discernere la strada della sua vita, la prima cosa è ascoltare»