
Taranto al Centro dell’Europa
La study visit del progetto CoVE PortAbility trasforma il capoluogo ionico in laboratorio europeo per il futuro delle città portuali del Mediterraneo
Progetto: CoVE PortAbility – Centre of Vocational Excellence
Valore complessivo: circa 5 milioni di euro
Partner coinvolti: 27 organizzazioni da Italia, Spagna, Grecia, Cipro e Germania
Date: 27–28 maggio 2025, Taranto
Capofila nazionale: Fondazione CIOFS-FP ETS con CIOFS/FP-Puglia di Taranto
Nei giorni del 27 e 28 maggio 2025, Taranto è diventata il cuore pulsante del dialogo europeo sul futuro delle città e delle aree portuali del Mediterraneo. La prima study visit congiunta del progetto CoVE PortAbility ha riunito tra i Due Mari ventisette organizzazioni partner provenienti da cinque paesi europei, segnando l’avvio operativo di un’iniziativa destinata a ridisegnare il sistema della formazione professionale nelle economie marittime del continente.
PortAbility: un progetto europeo per le città del mare
Il progetto CoVE PortAbility è un’iniziativa transnazionale finanziata nell’ambito del programma Erasmus+ di Centri di Eccellenza della Formazione Professionale (CoVE – Centres of Vocational Excellence). Con un budget complessivo di circa 5 milioni di euro, il progetto è guidato dalla Fondazione CIOFS-FP ETS nella sua veste di capofila nazionale, affiancata dal CIOFS/FP-Puglia ETS di Taranto quale soggetto attuatore territoriale di riferimento.
Il partenariato italiano comprende realtà di assoluto rilievo: la CGIL Taranto, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, l’Università degli Studi di Bari, l’associazione Sale della Terra, il CNOS/FAP e i Cantieri del Sud. A questi si aggiungono partner internazionali provenienti da Spagna, Grecia, Cipro e Germania, per un totale di ventisette organizzazioni che abbracciano l’intero spettro delle economie portuali europee: autorità portuali, camere di commercio, enti di formazione, università, imprese e organizzazioni del terzo settore.
L’obiettivo strategico di PortAbility è di ampia portata: costruire un modello europeo di eccellenza nella formazione professionale orientata all’economia del mare, capace di trasformare le transizioni in atto nei territori portuali – ambientali, digitali, demografiche – in opportunità concrete di lavoro e inclusione per giovani, lavoratori adulti e fasce vulnerabili della popolazione. Il progetto ha una durata triennale e la study visit di Taranto ne segna ufficialmente l’avvio della fase operativa, dopo la conclusione della prima fase di ricerca e analisi comparativa sul campo.
Il modello CoVE e il ruolo strategico di Taranto
I Centri di Eccellenza della Formazione Professionale (CoVE) rappresentano uno degli strumenti più innovativi del programma Erasmus+ nell’attuale periodo di programmazione 2021–2027. Diversamente dalla tradizionale mobilità individuale, i CoVE puntano a costruire ecosistemi locali di eccellenza in grado di rispondere alle sfide occupazionali e produttive dei territori, lavorando in rete con il sistema delle imprese, delle istituzioni e della ricerca.
In questo quadro, Taranto si trova a ricoprire un ruolo di straordinaria centralità. La città jonica è uno dei casi più emblematici in Europa di transizione post-industriale: già nota per la presenza dello stabilimento siderurgico ex-ILVA, Taranto sta progressivamente ridisegnando la propria vocazione economica attorno all’economia blu, al porto commerciale e turistico, all’innovazione ambientale e al turismo culturale. Queste trasformazioni rendono il territorio un laboratorio vivente, ideale per sviluppare e testare modelli formativi innovativi applicabili ad altre città portuali del Mediterraneo.
Prima di Taranto: la lezione di Amburgo
La study visit di Taranto non è nata dal nulla. In una fase precedente, i partner del progetto avevano già vissuto un’esperienza esplorativa in gruppi separati, recandosi ad Amburgo, considerato a livello internazionale uno dei benchmark più avanzati per la transizione portuale sostenibile in Europa.
Il porto di Amburgo è un gigante logistico che negli ultimi decenni ha saputo integrare la propria dimensione industriale con politiche di sostenibilità ambientale, digitalizzazione dei processi e attenzione al tessuto urbano circostante. Le infrastrutture per l’idrogeno verde, le soluzioni di cold ironing per ridurre le emissioni delle navi in banchina, i sistemi di automazione portuale all’avanguardia: la visita ad Amburgo ha offerto ai partner PortAbility una visione concreta di ciò verso cui le città portuali del Mediterraneo stanno – o dovrebbero – orientarsi.
Quella prima fase è stata per ciascun partner l’occasione per confrontarsi con la realtà altrui, raccogliere evidenze, alimentare riflessioni critiche sui propri contesti territoriali. Terminata quella fase esplorativa, il momento della sintesi collettiva era arrivato: e la scelta di Taranto come sede della prima study visit congiunta non è stata casuale.
Il 27 maggio: radici storiche, dialogo politico e la voce del mare
Al MArTA: dove la storia incontra il futuro
La mattina del 27 maggio ha visto le delegazioni europee varcare la soglia del Museo Nazionale Archeologico di Taranto (MArTA), uno dei musei più importanti d’Italia per la ricchezza e la qualità delle sue collezioni della Magna Grecia. Non si è trattato di un omaggio folkloristico alla storia locale, ma di una scelta programmatica profondamente significativa.
Taranto è una città che è stata crocevia di popoli, culture e rotte commerciali per tremila anni. Fondata dai coloni spartani nel 706 a.C. come Taras, divenuta poi Tarentum romana, la città ha sempre vissuto in simbiosi con il mare: non come elemento paesaggistico, ma come infrastruttura economica, come spazio di connessione e scambio. Il MArTA, con i suoi ori tarantini, i vasi apuli e i reperti della necropoli ellenistica, racconta questa storia millennaria con una forza evocativa straordinaria.
Per i partner europei di PortAbility – molti dei quali provenivano da contesti portuali altrettanto carichi di storia, come Barcellona, Pireo, Limassol – la visita al MArTA ha rappresentato un momento di immediato riconoscimento: le città del mare hanno radici profonde, e costruire il futuro significa anche saper leggere e valorizzare quelle radici.
Alla Camera di Commercio: il porto come questione politica
Nel pomeriggio, le delegazioni si sono spostate presso la sede della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto, dove ad accoglierle è stato il Segretario Generale Claudia Sanesi. L’incontro ha avuto un carattere marcatamente istituzionale, con la presenza del Vicesindaco di Taranto, Mattia Giorno, e di altri rappresentanti delle istituzioni locali.
Il confronto si è sviluppato attorno a temi di stringente attualità per il territorio: le trasformazioni economiche in atto, il ruolo dello scalo portuale nello sviluppo locale, le relazioni tra porto, città e cittadinanza, le sfide dell’occupazione e della riqualificazione professionale. Per i partner stranieri è stata un’occasione preziosa per comprendere la specificità del caso tarantino: una città che ha pagato un prezzo altissimo per la monocultura industriale e che oggi cerca faticosamente, ma con determinazione crescente, una nuova rotta di sviluppo.
La Camera di Commercio ha rappresentato anche il luogo del dialogo tra pubblico e privato: imprese, enti di formazione, autorità portuali, organizzazioni sindacali e associazioni del terzo settore hanno potuto confrontarsi in un contesto istituzionale di alto livello, confermando che la sfida delle città portuali non può essere affrontata da nessun soggetto da solo, ma richiede una governance territoriale condivisa.
In mare con Jonian Dolphin Conservation
A conclusione della prima giornata, un momento di grande suggestione: grazie alla collaborazione con la Jonian Dolphin Conservation, i partner di PortAbility sono saliti a bordo delle imbarcazioni per navigare tra i due mari di Taranto, il Mar Grande e il Mar Piccolo.
Questa esperienza ha avuto un duplice significato. Da un lato, ha permesso agli ospiti europei di osservare fisicamente il sistema portuale tarantino dall’acqua, con una prospettiva che nessuna presentazione o documento potrebbe sostituire: la banchina, le gru, i movimenti delle navi, la coesistenza di attività commerciali e ambienti naturali di straordinaria bellezza. Dall’altro, ha aperto una finestra sulla dimensione della tutela della biodiversità marina: la Jonian Dolphin Conservation è un’organizzazione scientifica che studia e monitora la presenza dei cetacei nel Golfo di Taranto, in un mare che ospita delfini, tursiopi e capodogli e che rappresenta uno dei bacini di biodiversità più importanti del Mediterraneo.
Per un progetto che pone la sostenibilità ambientale al centro del proprio framework strategico, la navigazione con Jonian Dolphin Conservation ha avuto il valore di una lezione pratica: l’economia del mare non può prescindere dalla salute del mare.
Il 28 maggio: inclusione, innovazione e co-progettazione
Ai Cantieri del Sud: dove impresa e società si incontrano
La seconda giornata si è aperta ai Cantieri del Sud, spazio polifunzionale che a Taranto rappresenta un laboratorio di economia sociale, innovazione e rigenerazione urbana. Qui il confronto ha preso una direzione più operativa e partecipativa, con la presenza di aziende e associazioni del territorio che hanno portato la propria esperienza diretta.
Particolarmente significative sono state le testimonianze di Officina Maremosso, realtà di innovazione sociale attiva nel tessuto portuale tarantino, e della Polisportiva Vogatori Taras, che ha proposto agli ospiti europei l’esperienza diretta della voga. Non si trattava di semplice folklorismo sportivo: il canottaggio e la voga hanno una lunga tradizione a Taranto, e la Polisportiva Vogatori Taras è da anni un esempio di come lo sport possa essere strumento di inclusione sociale, aggregazione comunitaria e presidio culturale nelle aree portuali.
Il confronto ai Cantieri del Sud ha evidenziato con forza una delle sfide più urgenti per i territori portuali: la necessità di costruire ponti diretti e strutturati tra il sistema della formazione professionale, il terzo settore e le imprese. Troppo spesso questi tre mondi operano in compartimenti stagni, perdendo sinergie preziose. PortAbility si propone esplicitamente di superare questa frammentazione, costruendo filiere formative integrate che rispondano ai bisogni reali del mercato del lavoro portuale, senza lasciare indietro le persone più vulnerabili.
La visita al porto: il cuore produttivo di Taranto
Con la guida dei partner dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, i ventisette partner di PortAbility hanno potuto visitare e analizzare il porto di Taranto nella sua dimensione operativa. È stata un’esperienza di grande impatto: il porto di Taranto è il terzo scalo portuale italiano per traffico merci, uno dei più grandi del Mediterraneo, punto di snodo fondamentale per i flussi commerciali tra l’Europa, l’Africa e il Medio Oriente.
Durante la visita, i partner hanno potuto osservare le infrastrutture esistenti e confrontarsi sulle prospettive di sviluppo: i piani di ampliamento delle banchine, i progetti di automazione e digitalizzazione, le iniziative per la transizione energetica (cold ironing, infrastrutture per il GNL), le sfide della logistica intermodale. Ma la visita ha anche permesso di toccare con mano la complessità sociale del porto: un mondo fatto di professioni diversissime, da quelle altamente specializzate dei tecnici della navigazione e degli ingegneri portuali, a quelle dei lavoratori della logistica, degli operatori di terminal e dei servizi portuali.
Per i partner europei è stato particolarmente utile il confronto sulle sfide comuni che attraversano le città portuali del bacino euromediterraneo: la transizione verde, la digitalizzazione dei processi, la formazione dei lavoratori per nuove professionalità, il rischio di esclusione sociale per chi non riesce a stare al passo con le trasformazioni tecnologiche. Sfide che accomunano Taranto a Barcellona, Salonicco, Limassol, Amburgo.
Il workshop partecipativo: costruire la road map
La due giorni si è conclusa presso la sede della Jonian Dolphin Conservation con un intenso workshop partecipativo dedicato al CoVE PortAbility. Non si è trattato di una sessione convenzionale di presentazioni e dibattiti: il workshop ha assunto la forma di un vero e proprio laboratorio di co-progettazione, in cui i ventisette partner hanno lavorato insieme per definire una road map concreta delle attività dei prossimi mesi.
Nell’arco di alcune ore di lavoro intenso, i partecipanti – ciascuno portando la propria prospettiva territoriale e professionale – hanno identificato le priorità tematiche, delineato le prime linee di azione dei percorsi formativi comuni, individuato le sinergie tra i diversi partner e posto le basi per una cooperazione operativa strutturata. Il workshop ha rappresentato il momento di sintesi dell’intera due giorni: dalle radici storiche del MArTA alla proiezione strategica sul futuro.
Il significato di Taranto per l’Europa
C’è qualcosa di profondamente simbolico nell’aver scelto Taranto come sede della prima study visit congiunta di PortAbility. Non si tratta soltanto di una questione geografica – pur essendo Taranto una città di frontiera nel cuore del Mediterraneo – ma di una scelta che riflette una visione precisa del progetto.
Taranto non è una città che può permettersi il lusso di guardare al futuro dall’alto di una posizione consolidata. È una città che sta costruendo il proprio futuro nel mezzo di una transizione difficile e dolorosa, con una comunità che ha dimostrato una resilienza straordinaria di fronte a decenni di monocultura industriale e alle sue conseguenze ambientali e sociali. Scegliere Taranto significa scegliere il realismo: significa testare il modello PortAbility non in un contesto privilegiato, ma in una realtà complessa, dove le sfide sono concrete e i bisogni sono urgenti.
E Taranto ha risposto con generosità. Le istituzioni locali, le imprese, le associazioni del terzo settore, le organizzazioni culturali e scientifiche: tutti hanno contribuito a costruire un’esperienza di altissimo livello per gli ospiti europei, mostrando una città capace di narrare se stessa con orgoglio e con visione.
“Si è creato un ambiente straordinario e inclusivo, un autentico melting pot culturale scevro da classismi e protagonismi, interamente concentrato sul ‘fare’ a beneficio dei territori. Ogni opinione è stata ascoltata e valorizzata, ponendo le basi per una cooperazione solida e duratura.” — Sr. Immacolata Milizia, Presidente del CIOFS/FP-Puglia ETS
Le parole della Presidente Milizia fotografano con precisione lo spirito dell’evento: un luogo di lavoro autentico, privo delle gerarchie informali che spesso inquinano i consessi internazionali, dove la qualità dell’ascolto e la concretezza del contributo hanno prevalso su ogni altra considerazione.
Il CIOFS/FP-Puglia ETS: protagonista del progetto
Il CIOFS/FP-Puglia ETS (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane – Formazione Professionale) rappresenta il soggetto attuatore locale di PortAbility, nonché uno dei pilastri dell’intera iniziativa europea. Con una presenza radicata nel territorio pugliese e una lunga storia nella formazione professionale di qualità, il CIOFS/FP-Puglia porta in dote al progetto un patrimonio di competenze, relazioni istituzionali e conoscenza del territorio che si è rivelato fondamentale nella riuscita della study visit.
L’organizzazione della due giorni ha richiesto un lavoro preparatorio di grande accuratezza: la selezione dei siti di visita, il coordinamento con i partner istituzionali locali (Comune, Camera di Commercio, Autorità Portuale), il coinvolgimento delle realtà del terzo settore e dell’innovazione sociale, la predisposizione dei materiali per il workshop. Tutto questo è stato reso possibile dalla rete di relazioni che il CIOFS/FP-Puglia ha costruito negli anni sul territorio.
Il ruolo del CIOFS/FP-Puglia in PortAbility non si esaurisce nella dimensione organizzativa. L’ente porta nel progetto la propria expertise consolidata nel campo dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), nella progettazione di percorsi per adulti e lavoratori, nella gestione di iniziative finanziate con fondi europei e regionali. Competenze che saranno messe al servizio dello sviluppo dei moduli formativi innovativi che PortAbility si propone di costruire.
Accanto al CIOFS/FP-Puglia, un ruolo determinante nella buona riuscita dell’evento è stato giocato dalla Fondazione CIOFS-FP ETS nella sua veste di capofila nazionale del progetto: la sinergia tra la dimensione nazionale e quella territoriale ha garantito un’organizzazione fluida e una rappresentanza istituzionale di assoluto livello.
I prossimi tre anni: la sfida operativa di PortAbility
Con la study visit di Taranto, il progetto PortAbility ha ufficialmente avviato la sua fase operativa. I prossimi tre anni saranno densi di attività: sviluppo di curricula formativi innovativi per le professionalità dell’economia blu, percorsi di mobilità transnazionale per docenti e formatori, azioni di inclusione lavorativa per categorie vulnerabili, costruzione di reti strutturate tra porti, imprese e sistemi formativi.
Sul piano dei contenuti formativi, PortAbility si concentrerà su alcune aree tematiche prioritarie: la transizione verde del settore portuale (energie rinnovabili, riduzione delle emissioni, economia circolare), la digitalizzazione dei processi logistici e operativi, le competenze per la manutenzione navale e le infrastrutture portuali, e i servizi di supporto all’economia turistica marittima.
Sul piano dell’inclusione, il progetto dedicherà particolare attenzione alle donne – ancora fortemente sottorappresentate nelle professioni marittime e portuali – e ai giovani che abbandonano precocemente il percorso scolastico, per i quali l’economia del mare può rappresentare un’alternativa concreta e dignitosa alla disoccupazione o all’emigrazione.
Ogni azione sarà sviluppata in stretto raccordo tra i ventisette partner, valorizzando le differenze tra i contesti nazionali (un porto greco affronta sfide diverse da un porto tedesco o da uno spagnolo) e costruendo al tempo stesso strumenti condivisi, transferibili, scalabili.
Taranto come pilota europeo
Nel quadro del progetto, Taranto è destinata a svolgere un ruolo di particolare rilevanza: quello di territorio pilota per la sperimentazione dei modelli formativi innovativi sviluppati in partenariato. Il porto ionico, con le sue specificities – un’economia in transizione, un’alta disoccupazione giovanile, un sistema portuale in espansione, un patrimonio naturale e culturale straordinario – offre un banco di prova ideale per verificare l’efficacia delle soluzioni che PortAbility intende costruire.
I risultati della sperimentazione tarantina alimenteranno il modello europeo: le buone pratiche saranno condivise, analizzate e adattate dagli altri partner, contribuendo alla costruzione di un framework di eccellenza che possa essere adottato da qualsiasi città portuale del Mediterraneo.
Un modello di cooperazione europea che funziona
Al di là dei contenuti specifici del progetto, la study visit di Taranto ha dimostrato qualcosa di più ampio e forse ancora più importante: che la cooperazione europea, quando è autentica, quando è radicata nei territori e orientata al ‘fare’, produce risultati straordinari.
Ventisette organizzazioni di cinque paesi diversi, con culture professionali e istituzionali diverse, con lingue diverse, con priorità territoriali diverse: eppure, in due giorni intensi tra i Due Mari di Taranto, hanno trovato un linguaggio comune, hanno identificato obiettivi condivisi, hanno costruito relazioni di fiducia. Questo è il valore aggiunto dell’Europa quando funziona: non la somma di ventisette interessi nazionali, ma la produzione di un bene comune che nessuno potrebbe generare da solo.
Il melting pot culturale evocato dalla Presidente Milizia non è una metafora vuota. È la descrizione di un metodo di lavoro: quello della cooperazione paritaria, del rispetto delle differenze, della valorizzazione di ogni contributo indipendentemente dall’origine geografica o dalla dimensione del partner. Un metodo che produce non solo risultati progettuali, ma anche trasformazione delle persone e delle organizzazioni coinvolte.
Taranto guarda al Mediterraneo
La study visit europea di PortAbility ha lasciato a Taranto qualcosa di più dei materiali del workshop e delle fotografie di gruppo. Ha lasciato la consapevolezza rinnovata di una città che ha molto da dare al contesto europeo, e che quel contesto europeo ha molto da restituirle.
Taranto è una città che conosce il valore del mare meglio di molte altre: lo conosce per storia, per cultura, per vocazione economica, e anche per le ferite che la dipendenza da un’economia industriale pesante le ha inflitto. Da questa conoscenza profonda può nascere una visione autentica per il futuro dell’economia blu mediterranea: non un futuro di sola crescita quantitativa, ma di sviluppo qualitativo, sostenibile, inclusivo.
Il progetto PortAbility, nei suoi prossimi tre anni di attività, potrà contribuire a trasformare questa visione in competenze concrete, in percorsi formativi efficaci, in opportunità reali per i giovani tarantini e per i lavoratori del porto. E Taranto, a sua volta, potrà portare al progetto la propria esperienza unica, il proprio capitale umano e territoriale, la propria capacità di costruire ponti tra istituzioni, imprese e comunità.
Il dialogo europeo sul futuro delle città portuali è cominciato. Ed è cominciato, significativamente, tra i Due Mari.


