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25-01-2022_post_niente è perf forza

Aspettando la Festa di Don Bosco – Niente con la forza

Don Bosco Forever

La Festa di San Giovanni Bosco è alle porte. Ogni anno il 31 Gennaio in tutte le case Salesiane e non solo, si festeggia con Allegria  e Gioia il Santo dei Giovani. 

Come ogni Anno il Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana, oggi Don Ángel Fernández Artime, SDB, regala a tutta la famiglia Salesiana una lettera che segna il percorso che tutti noi dovremo avere per il prossimo Anno. 

Quest’anno, per questo particolare 2022, il Rettor Maggiore ci invita a riflettere e conoscere meglio un Santo tanto caro alla Famiglia Salesiana tanto da dargli addirittura il nome: San Francesco di Sales. 

Don Bosco e San Francesco di Sales sono uniti da tantissimi particolari che, se pur distanti nel tempo, ne fanno due uomini di fede unica. 

Il tema scelto per questa Strenna di famiglia, fedele come sempre all’eredità e alla tradizione lasciataci da don Bosco, viene dalla penna dello stesso Francesco di Sales, che scriveva alla figlia spirituale santa Giovanna Francesca de Chantal:

«Ma se siete molto affezionata alle preghiere che avete indicato sopra, non cambiate, vi prego, e se vi sembra di rinunciare a qualcosa che vi propongo, non fatevi scrupoli, perché la regola della nostra obbedienza, che vi scrivo a grandi lettere, è:

FARE TUTTO PER AMORE, NIENTE PER FORZA; È MEGLIO AMARE L’OBBEDIENZA CHE TEMERE LA DISOBBEDIENZA »

Ciò che distingue la Famiglia salesiana, nelle multiformi e differenti società e culture di oggi, è il Sistema Preventivo di don Bosco, che possiede la capacità di essere applicato, conosciuto e accettato nei contesti più diversi.

Tra i fondamenti del Sistema Preventivo e il pensiero di San Francesco di Sales il Rettor Maggiore nella sua Strenna trova tanti punti di comunione che  seguiremo in questi giorni di preparazione alla Festa del Santo dei giovani.:

  1. Niente con la forza. La libertà è un dono di Dio: à per questo il nostro sistema educativo “non fa appello alle costrizioni”.
  2. La presenza di Dio nel cuore dell’uomo: à per questo riconosciamo il “desiderio di Dio, che ogni uomo porta nel profondo di se stesso”.
  3. La vita in Dio: à che “associa in un’unica esperienza di vita educatori e giovani”.
  4. La dolcezza e l’amabilità nel tratto: à che ci portano a vivere con i nostri giovani “in un clima di famiglia, di fiducia e di dialogo”.
  5. Un amore incondizionato e senza riserve: à che rende possibile nella nostra famiglia che “imitando la pazienza di Dio, incontriamo i giovani al punto in cui si trova la loro libertà”.
  6. Con la necessità di una guida spirituale: à e quindi “li accompagniamo perché maturino solide convinzioni”.
  7. Fino a vivere “tutto per amore”: à affinché “siano progressivamente responsabili nel delicato processo di crescita della loro umanità nella fede”

 

Niente è per forza

Scrive il Rettor Maggiore:

  1. Niente con la forza. La libertà è un dono di Dio

Per questo che il nostro sistema educativo “non fa appello alle costrizioni”.

 

La carità e la dolcezza di san Francesco di Sales mi guidino in ogni cosa»: questa fu una delle risoluzioni prese dal giovane don Bosco in occasione degli esercizi spirituali prima dell’ordinazione sacerdotale. Nel seminario di Chieri aveva avuto l’opportunità di conoscere le opere principali di san Francesco di Sales. La risoluzione mostra che don Bosco aveva scoperto e trovato in lui un modello non solo di azione ma anche di vita. La carità e la dolcezza che san Francesco di Sales mostrò nelle relazioni con le persone ebbero un impatto convincente su don Bosco e lo segnarono per tutta la vita. In quelle virtù egli riconobbe certamente una consonanza con l’indicazione ricevuta da un misterioso personaggio nel sogno che aveva fatto quando aveva nove anni: «Non con le percosse ma con la mansuetudine e la carità dovrai guadagnare questi tuoi amici».

“Niente per forza” è una bella proposta, un invito da accogliere come preziosa regola di vita personale.

Diventa un orientamento quando si tratta di accettare un compito, di assumere l’atteggiamento con cui svolgere una missione, accogliere una responsabilità o un servizio per gli altri. Essa sostiene e dà consistenza a una opzione e a un modo di vivere da cristiani, in sintonia con la decisione stessa di Dio, che ci ha creati e resi liberi.

Tutti abbiamo sperimentato che le cose che vengono comandate senza ragione, senza un “perché”, semplicemente per un’imposizione e con la forza, non durano a lungo; o durano finché dura l’ordine ricevuto. Dio non agisce così. San Francesco di Sales l’ha sperimentato nella sua attività pastorale.

Come vescovo tridentino, promotore della riforma cattolica, educato nella lotta contro la tiepidezza della fede, scelse la via del cuore e non quella della forza. In realtà non ha fatto altro che contemplare e vivere l’atteggiamento di Dio. Così scrisse alla sua figlia spirituale: «Come un buon padre che tiene per mano suo figlio, egli adatterà i suoi passi ai tuoi e sarà felice di non camminare più veloce di te».

La libertà umana sarà sempre da salvaguardare, anche quando entrano in gioco altri valori come la fede, la giustizia e la verità. Per noi, Famiglia di don Bosco, questo atteggiamento è fondamentale. Non riteniamo possibile educare senza il sacro rispetto della libertà di ogni persona. Dove non si rispetta la libertà dell’individuo, Dio è assente.