
Festa del 2 giugno 2021 – ritrovarsi Nazione
Viva la nostra ITALIA
Perchè è festa il 2 giugno?
Il 2 giugno del 1946 si tenne un referendum istituzionale con il quale gli italiani vennero chiamati alle urne per decidere quale forma di stato – monarchia o repubblica – dare al Paese. Il referendum fu indetto al termine della Seconda guerra mondiale, qualche anno dopo la caduta del fascismo, il regime dittatoriale che era stato sostenuto dalla famiglia reale italiana per più di 20 anni. I sostenitori della repubblica scelsero il simbolo dell’Italia turrita, personificazione nazionale dell’Italia, da utilizzare nella campagna elettorale e sulla scheda del referendum sulla forma istituzionale dello Stato, in contrapposizione allo stemma sabaudo che rappresentava invece la monarchia.
Ma il 2 giugno non è la sola festa che celebra la nostra Repubblica.
Il 17 marzo si festeggia, invece, l’unità d’Italia e la nascita dello stato italiano in onore al 17 marzo 1861, data della proclamazione del Regno d’Italia.
Prima della nascita della repubblica, la giornata celebrativa nazionale del Regno d’Italia era la festa dello Statuto Albertino, che si teneva nella prima domenica di giugno. La prima celebrazione della Festa della Repubblica Italiana avvenne il 2 giugno 1947, mentre nel 1948 si ebbe la prima parata in via dei Fori Imperiali a Roma, il 2 giugno fu definitivamente dichiarato festa nazionale nel 1949.
Ma quali sono i valori della nostra Patria?
Parlare di Repubblica, di Patria e di Nazione è assolutamente imprescindibile e importante. La parola nazione (dal latino natio) non era certo nuova, ma fu soltanto al principio dell’Ottocento che si affermò nella cultura europea per definire una grande comunità omogenea che stava alla base della legittimità delle istituzioni; a cominciare naturalmente dallo Stato, che doveva comprendere tutti coloro che appartenevano ad una stessa comunità nazionale.
Una tale comunità – si affermava – poteva essere definita come tale sulla base di elementi oggettivi (etnico-linguistici, culturali, storici) e soggettivi (la consapevolezza di un destino comune, la volontà di vivere assieme), diversamente miscelati nei diversi contesti storico-geografici. In ogni caso, per i movimenti che combattevano al fine di conquistare l’indipendenza della propria nazione, ma anche per gli esponenti politici liberali e democratici di Inghilterra o Francia, l’esistenza di un’Europa di liberi Stati nazionali corrispondeva a un ordine delle cose nello stesso tempo necessario e naturale.
Scriveva ad esempio Cavour nel 1846 che
«nessun popolo può raggiungere un alto livello di intelligenza e di moralità senza che sia fortemente sviluppato il sentimento della propria nazionalità».


