
Aspettando la Festa di Don Bosco – incontriamo i giovani al punto in cui si trova la loro LIBERTÀ
Don Bosco Forever
La Festa di San Giovanni Bosco è alle porte. Ogni anno il 31 Gennaio in tutte le case Salesiane e non solo, si festeggia con Allegria e Gioia il Santo dei Giovani.
Come ogni Anno il Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana, oggi Don Ángel Fernández Artime, SDB, regala a tutta la famiglia Salesiana una lettera che segna il percorso che tutti noi dovremo avere per il prossimo Anno.
Quest’anno, per questo particolare 2022, il Rettor Maggiore ci invita a riflettere e conoscere meglio un Santo tanto caro alla Famiglia Salesiana tanto da dargli addirittura il nome: San Francesco di Sales.
Don Bosco e San Francesco di Sales sono uniti da tantissimi particolari che, se pur distanti nel tempo, ne fanno due uomini di fede unica.
Il tema scelto per questa Strenna di famiglia, fedele come sempre all’eredità e alla tradizione lasciataci da don Bosco, viene dalla penna dello stesso Francesco di Sales, che scriveva alla figlia spirituale santa Giovanna Francesca de Chantal:
«Ma se siete molto affezionata alle preghiere che avete indicato sopra, non cambiate, vi prego, e se vi sembra di rinunciare a qualcosa che vi propongo, non fatevi scrupoli, perché la regola della nostra obbedienza, che vi scrivo a grandi lettere, è:
FARE TUTTO PER AMORE, NIENTE PER FORZA; È MEGLIO AMARE L’OBBEDIENZA CHE TEMERE LA DISOBBEDIENZA »
Ciò che distingue la Famiglia salesiana, nelle multiformi e differenti società e culture di oggi, è il Sistema Preventivo di don Bosco, che possiede la capacità di essere applicato, conosciuto e accettato nei contesti più diversi.
Tra i fondamenti del Sistema Preventivo e il pensiero di San Francesco di Sales il Rettor Maggiore nella sua Strenna trova tanti punti di comunione che seguiremo in questi giorni di preparazione alla Festa del Santo dei giovani.:
- Niente con la forza. La libertà è un dono di Dio: à per questo il nostro sistema educativo “non fa appello alle costrizioni”.
- La presenza di Dio nel cuore dell’uomo: à per questo riconosciamo il “desiderio di Dio, che ogni uomo porta nel profondo di se stesso”.
- La vita in Dio: à che “associa in un’unica esperienza di vita educatori e giovani”.
- La dolcezza e l’amabilità nel tratto: à che ci portano a vivere con i nostri giovani “in un clima di famiglia, di fiducia e di dialogo”.
- Un amore incondizionato e senza riserve: à che rende possibile nella nostra famiglia che “imitando la pazienza di Dio, incontriamo i giovani al punto in cui si trova la loro libertà”.
- Con la necessità di una guida spirituale: à e quindi “li accompagniamo perché maturino solide convinzioni”.
- Fino a vivere “tutto per amore”: à affinché “siano progressivamente responsabili nel delicato processo di crescita della loro umanità nella fede”
Inncontriamo i giovani al punto in cui si trova la loro libertà
Scrive il Rettor Maggiore:
“imitando la pazienza di Dio, incontriamo i giovani al punto in cui si trova la loro libertà”.
Nella spiritualità salesiana, la devozione e la vita spirituale non sono separate dall’apostolato e dall’esercizio della carità.
Per questo, accanto alla chiesa, don Bosco volle un centro educativo e formativo per i suoi ragazzi; un ambiente che, come quello di Valdocco e come tutte le altre presenze salesiane del mondo, fosse una casa per i giovani più bisognosi, un cortile dove potessero incontrarsi con gli amici. In questo modo si completa e si realizza in pienezza l’autentica devozione, che conduce all’esercizio della carità verso il prossimo.


