
L’AMORE NON FA MALE…FA CRESCERE
Una lettera aperta a voi, ragazze e ragazzi del CIOFS/FP - Puglia
Oggi è San Valentino. Sui social scorrono cuori, rose rosse, storie di coppie perfette. Ma dietro quell’immagine patinata, quante di voi – quante di voi – stanno vivendo qualcosa di completamente diverso?
Una relazione che fa paura. Un partner che controlla il telefono, che dice “ti amo” e poi ferisce. Un amore che porta via la libertà invece di darla. O forse il contrario: la sensazione che l’amore sia solo quella scintilla violenta vista in serie TV, quel possesso confuso con la passione.
Oggi vogliamo parlarvi di questo. Non con le solite prediche. Ma con onestà, rispetto e – sì – con tanta speranza.
Quando l’amore fa male: riconoscerlo per cambiarlo
Viviamo tempi confusi. Le relazioni tossiche vengono celebrate nelle canzoni trap come segni di passione intensa. La gelosia viene spacciata per amore. Il controllo ossessivo viene scambiato per “ci tengo a te”. Ma un amore vero non ti chiede di rinunciare a te stesso.
Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e dell’ISTAT, quasi il 40% dei giovani tra i 14 e i 24 anni ha vissuto almeno una forma di violenza psicologica in una relazione sentimentale. Controllare i messaggi, isolare dagli amici, svalutare continuamente: queste non sono prove d’amore. Sono campanelli d’allarme.
Un immenso uomo – poi diventato Papa Giovanni Paolo II –, Karol Wojtyła, lo diceva con parole limpide:
“L’amore non è solo un sentimento. È una decisione, un atto della volontà che scommette sull’altro.”
Karol Wojtyła, Amore e responsabilità
Amare non significa perdere sé stessi. Significa scegliere l’altro ogni giorno, nel rispetto e nella libertà. Quando quella libertà viene sottratta, ciò che rimane non è amore: è possesso.
Intimità: molto più di quello che si vede
Quante volte avete sentito dire: “Se mi vuoi bene, lo fai”? Questa frase, banale quanto pericolosa, confonde l’intimità con il sesso, la profondità con la fisicità.
L’intimità vera è un’altra cosa. È quella conversazione alle tre di notte in cui qualcuno ti ascolta davvero. È sentirsi al sicuro nel dire “ho paura” o “non so” senza essere giudicati. È la capacità di stare nel silenzio insieme senza che diventi imbarazzante.
Il filosofo e teologo Martin Buber parlava di relazione autentica con il concetto di “Io-Tu”: un incontro in cui l’altro non è uno strumento, non è un oggetto di piacere o di controllo, ma è una persona che merita di essere incontrata nella sua totalità.
“La vera relazione è quando due persone si vedono a vicenda come fini, mai come mezzi.”
Martin Buber, Io e Tu
L’intimità matura si costruisce nel tempo, con conversazioni, con la fiducia guadagnata giorno dopo giorno. Non nasce dalla paura di perdere l’altro, ma dalla gioia di avere qualcuno con cui crescere.
Le emozioni non sono debolezze: imparare a sentirle
Spesso, in certi contesti – e lo sapete meglio di noi – mostrare emozioni viene visto come fragilità. “I maschi non piangono.” “Non fare la drammatica.” “Sei troppo sensibile.”
Ma le emozioni non sono il problema. Sono la bussola. Quando non impariamo a riconoscerle, a nominarle, a gestirle, diventano esplosioni. E nelle relazioni, quelle esplosioni fanno male – sia a chi le subisce, sia a chi le genera.
La cultura delle emozioni – che noi al CIOFS/FP – Puglia ETS consideriamo centrale nei nostri percorsi – significa imparare che la rabbia può essere espressa senza violenza, che la delusione può essere comunicata senza distruggersi, che l’amore può essere chiesto senza manipolare.
E la musica, a volte, riesce a dirlo meglio di mille discorsi. Pensate a Ultimo, uno dei cantautori più amati dai giovani italiani:
“Ho paura di perderti ma non ti tengo più. Sei libera di andare, libera di stare, libera anche di scegliere me.”
Ultimo, Pianeti
Questo è amore maturo: quello che sa tenere le mani aperte. Quello che non soffoca.
Il rispetto è il fondamento, non un’opzione
Parliamo spesso di rispetto come se fosse scontato. Ma non lo è. Si impara. Si allena. E spesso, in certi ambienti, nessuno ce lo ha mai mostrato davvero.
Il rispetto in una relazione significa:
→ ascoltare l’altro senza interrompere o svalutare
→ accettare un “no” senza trasformarlo in punizione
→ permettere all’altro di avere amici, interessi, spazio
→ parlare di ciò che non va senza urlare né sparire
→ rispettarsi anche quando si è arrabbiati
San Tommaso d’Aquino, il grande filosofo e teologo cristiano, scriveva che l’amore autentico tende al bene dell’altro: non al proprio possesso, non al proprio piacere, ma alla fioritura dell’altra persona. Amare qualcuno significa volere che diventi la versione migliore di sé.
“Amare è volere il bene dell’altro in quanto tale.”
San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae
L’amore come scelta: oltre il “mi piace”
L’innamoramento dura, in media, tra i sei mesi e i due anni. Poi – dicono i neuroscienziati – le farfalle nello stomaco si calmano. E molti, a quel punto, pensano che l’amore sia finito. Invece, è lì che comincia davvero.
L’amore che dura è quello che si sceglie ogni mattina. Quello che lavora sul conflitto invece di evitarlo. Quello che sa chiedere scusa. Quello che cresce attraverso le crisi invece di spezzarsi.
Anche Irama – uno dei vostri artisti preferiti – in “Mediterranea” canta di un amore che resiste, che attraversa le tempeste, che non si arrende. Non è retorica: è la descrizione di qualcosa di reale e possibile.
“Resto qui, come il mare che torna sempre sulla riva. Non vado da nessuna parte.”
Irama, Mediterranea
Restare – nella scelta consapevole – è un atto rivoluzionario in un’epoca in cui tutto si swippa via.
Non rinunciare all’amore. Fallo diventare la tua forza.
Ragazze e ragazzi,
Forse vieni da un contesto in cui l’amore non è stato dolce. Forse hai visto relazioni fatte di urla, silenzi punitivi, mani alzate. Forse nessuno ti ha mai mostrato cosa significa essere amato o amare in modo sano.
Ma questo non significa che non puoi impararlo. Non significa che non lo meriti.
L’amore – quello vero, quello che fa crescere – non è per pochi. Non è solo per chi ha avuto famiglie perfette, quartieri tranquilli, o modelli sani. È per tutti. Anche per te.
Noi del CIOFS/FP – Puglia ci crediamo. Ogni giorno, nelle nostre sedi di Taranto, Martina Franca e Ruvo di Puglia, lavoriamo perché ogni ragazzo e ogni ragazza possa scoprire non solo un mestiere, ma sé stesso. E parte di questo cammino passa anche dall’imparare a riconoscere l’amore sano, a costruire relazioni rispettose, a fidarsi – di sé e degli altri.
Quindi oggi, il nostro augurio di San Valentino non è “trovate il partner perfetto”. È questo:
Imparate ad amarvi.
Imparate a rispettare.
E non abbiate paura di chiedere aiuto quando ne avete bisogno.
Siamo qui, nelle nostre sedi, per voi.
Taranto – Via Umbria 162
Martina Franca – Via M.D. Mazzarello, 4
Ruvo di Puglia – Corso A. Jatta, 19
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